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Premio Penna d’oca ad Alessandro Macciò, menzione speciale a Luisa Morbiato e Alberta Pierobon. Riconoscimento a Renzo Mazzaro

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Alessandro Macciò, 29 anni, cronista del “Corriere del Veneto”, è il vincitore del premio Penna d’oca 2014 promosso dall’Associazione Stampa Padovana con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto. Il giornalista è stato premiato nel corso di una cerimonia che si è svolta nella sala Rossini del Pedrocchi a Padova. Una menzione speciale è stata assegnata alle giornaliste padovane Luisa Morbiato (Il Gazzettino) e Alberta Pierobon (il Mattino).

La “Penna d’oca” è lo storico riconoscimento dell’Associazione Stampa Padovana, nato dopo la seconda guerra mondiale e oggi assegnato con l’obiettivo di sottolineare il ruolo e la funzione che il cronista svolge nel lavoro quotidiano a contatto con i cittadini. Il tema scelto per l’edizione 2014 era “Padova e provincia: un anno di cronaca". Tra i servizi arrivati alla giuria, composta dal direttivo di Assostampa Padova e dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Gianluca Amadori, il premio è andato al servizio sull’Arcella, “il quartiere più popoloso e controverso di Padova”, pubblicato lo scorso maggio sul “Corriere del Veneto”. Alessandro Macciò è stato premiato per aver “scattato una fotografia autentica e senza pregiudizi sul quartiere, evidenziandone i problemi di degrado e criminalità ma dando voce anche alle storie positive di integrazione in un pezzo di città dove gli stranieri sono oltre il 30 per cento”. Due menzioni speciali sono andate a due colleghe: Luisa Morbiato (Il Gazzettino) per un articolo sul progetto “Casa buona” perché “ha portato alla luce il naufragio di un progetto nato per risolvere l’emergenza abitativa ma che si è trasformato in una “voragine” ai danni della comunità. L’articolo puntuale e documentato ha il pregio di denunciare un problema sociale come quello della residenza ma anche quello del mancato rispetto delle regole da parte dei cittadini”; Alberta Pierobon (il Mattino) per un articolo sulla squadra di calcio del carcere perché “ha raccontato con uno stile brillante e con la giusta ironia l’esordio in campionato per la squadra del Due Palazzi, facendo rivivere al lettore le emozioni del campo di gioco e il giorno speciale dei detenuti impegnati nella partita contro i no global del San Precario”.

Alla cerimonia, promossa dall’assessore alla Cultura Flavio Rodeghiero, hanno partecipato anche l’assessore all’Ambiente Matteo Cavatton, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Gianluca Amadori, i componenti della giunta del Sindacato regionale dei giornalisti Antonella Benanzato e Alessandro Ragazzo. Il presidente Amadori e i colleghi del Sindacato hanno evidenziato i gravi problemi del lavoro giornalistico, sospeso fra la ricerca dell’informazione spettacolo e compensi poco equi e dignitosi proposti ai collaboratori precari. Ai neocolleghi pubblicisti si è rivolto per un intervento Renzo Mazzaro, cronista oggi in pensione del Mattino di Padova, che ha ricevuto un riconoscimento “per il grande lavoro giornalistico che si è tradotto in articoli e in libri che hanno anticipato la grande inchiesta della procura di Venezia sulle tangenti per il Mose”. Al “cronista che ha anticipato il futuro”, di cui uscirà in libreria la prossima settimana un nuovo lavoro, il premio è stato consegnato dal presidente di Stampa Veneta Insieme Giorgio Volpato e dal vicepresidente Giancarlo Murer.

L’inviato del Mattino Stefano Edel ha poi ricordato i colleghi scomparsi negli ultimi sei mesi, “colleghi con la schiena dritta che la malattia ha strappato ai propri affetti e al mestiere. Persone, uomini straordinari che tanto ancora avevano da dire e da insegnare”: Furio Stella, Roberto Foco, Franco Bomprezzi e Claudio Cerroni.
Al termine della cerimonia è stata distribuito il libro che il compianto giornalista Luigi Montobbio scrisse nel 1999 “L’Associazione Stampa Padovana compie cento anni”. Il testo, riprodotto in modo fedele grazie al contributo della Fondazione Cariparo, è stato aggiornato con tre capitoli finali sulla storia dell’informazione a Padova nell’ultimo quindicennio.

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