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Quota annuale 2018, le ragioni dell'aumento

Mercoledì 24 Gennaio 2018

Dopo sei anni di quota rimasta invariata, l'Ordine regionale si è assunto la responsabilità di deliberare un aumento di 10 euro per mettere in sicurezza il bilancio e poter far fronte agli impegni di spesa che, con il passare del tempo, sono diventati sempre più consistenti, anche in seguito all'entrata in vigore dell'obbligo formativo e all'introduzione dei Consigli di disciplina, nonché a causa di sempre nuovi obblighi introdotti dalla legge, tra cui la digitalizzazione dei documenti e il protocollo informatico. Nel 2018 sono inoltre previste spese in aumento per l'avvio dei procedimenti disciplinari a carico degli inadempienti alla formazione (la corrispondenza può richiedere l’impiego degli ufficiali giudiziari), nonché per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, con maggiori oneri in relazione alle retribuzioni del personale di segreteria.

Non si è trattato di una decisione facile, e non è stata presa a cuor leggero, considerata la congiuntura economica e le condizioni di sempre maggiore sfruttamento del lavoro giornalistico. Ma, dopo tre bilanci consuntivi in passivo (principalmente per garantire la formazione gratuita per tutti i colleghi), non c'era alternativa.

Lo stesso Consiglio nazionale, contestualmente alla decisione di non aumentare la parte di propria competenza della quota, ha dato la possibilità di incremento agli Ordini regionali, proprio nella consapevolezza delle difficoltà conseguenti a sempre nuove competenze e obblighi.

La delibera di aumento della quota è stata presa a maggioranza, ma il Consiglio è stato unanime nel decidere di limitare l'ammontare a 10 euro di incremento, a fronte di un'ipotesi iniziale per un importo superiore, peraltro consentito dal Consiglio nazionale.

FORMAZIONE GRATUITA - Grazie a questo modesto adeguamento sarà possibile mantenere la formazione gratuita per tutti, proseguendo nella strada intrapresa finora, investendo le risorse a disposizione nella qualità di seminari e laboratori, affinché possano continuare a essere utili occasioni di aggiornamento. 

RIGORE NELLE SPESE - Negli ultimi anni la politica del rigore assunta dal Consiglio regionale, seguendo anche le raccomandazioni dei Revisori dei conti e approvata dall'Assemblea, è stata radicale e sono stati ridotti al minimo tutti i costi di gestione; è stato soppresso il periodico cartaceo "Noi giornalisti" e non viene più pubblicato l'Albo agenda (misure approvate dal precedente Consiglio regionale e dall’ultima assemblea); sono state cambiate le modalità di riconoscimento per i colleghi con maggiore anzianità di iscrizione all'Albo. Anche le spese per il funzionamento del Consiglio dell'Ordine e del Consiglio di disciplina sono ridotte al minimo: va ricordato che nessuno dei consiglieri percepisce alcun compenso o gettone per l'attività svolta, ma soltanto un eventuale rimborso per le spese sostenute.

LA PEC  - Altri risparmi saranno possibili se tutti i colleghi si doteranno di Pec - Posta elettronica certificata - consentendo all'Ordine non solo di velocizzare le comunicazioni, ma anche di evitare il ricorso a costose spedizioni postali. Iniziative per sollecitare tutti gli iscritti a dotarsi di Pec saranno assunte il prossimo anno: la Pec è infatti un obbligo di legge per tutti gli iscritti ad Ordini professionali.

COMUNICAZIONE - Per garantire una puntuale informazione agli iscritti, il Consiglio ha deciso di potenziare l'attività sul sito internet e di rendere costante l'invio di comunicazioni via mail e Pec, rilanciate anche sui principali social.

Nella "finestra" a fianco sono riportate in dettaglio le quote annuali in vigore per il 2018. L'Ordine regionale riscuote anche la parte di quota di competenza dell'Ordine nazionale (che ammonta a 50 euro): somma che va immediatamente "girata" a Roma, e per la quale all'Ordine veneto viene riconosciuto un aggio.

 

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