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27-28 dicembre 2018

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ASSEMBLEA DELL'ORDINE, MOBILITAZIONE CONTRO MINACCE E QUERELE TEMERARIE

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Approvato il bilancio - Assegnati premi e riconoscimenti

 

VENEZIA, 23 MARZO 2018 - Da Venezia un impegno concreto contro minacce e querele temerarie, a difesa dei giornalisti e della possibilità di informare in modo completo, libero, indipendente.

L'appuntamento è fissato per il prossimo 3 maggio, al teatro La Fenice, dove si svolgerà la Giornata della memoria, promossa dall’Unione italiana cronisti e organizzata da Sindacato e Ordine dei giornalisti del Veneto per ricordare le vittime di mafia e terrorismo, in concomitanza con la Giornata della Libertà dell'informazione decretata dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 1993.  Alla manifestazione sono invitati a partecipare tutti i colleghi: da un lato per porgere un doveroso omaggio ai giornalisti che alla libertà dell'informazione hanno sacrificato la vita, o continuano a pagare la sofferenza delle gravi ferite riportate; dall'altro per dare sostegno ai molti, troppi giornalisti, che nella loro attività quotidiana subiscono minacce, intimidazioni, violenze, con l'obiettivo di rivendicare il pieno e libero esercizio della professione e il diritto dei cittadini ad essere informati.

La giornata di mobilitazione della categoria è stata annunciata dal presidente dell'Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori, nel corso dell'assemblea annuale svoltasi nella sede della Fondazione di Venezia, alla quale hanno preso parte anche la Segretaria del Sindacato dei giornalisti del Veneto, Monica Andolfatto, il presidente nazionale di Casagit, Daniele Cerrato, il consigliere d'amministrazione dell'Inpgi, Massimo Zennaro. 

 

I saluti del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, sono stati portati dal giornalista e consigliere comunale Maurizio Crovato, mentre il presidente della Regione, Luca Zaia, ha inviato una nota per augurare buon lavoro ai giornalisti veneti. Alla cerimonia hanno presenziato i rappresentanti di Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza.

Dopo le relazioni del presidente Amadori, del tesoriere Giovanni D'Alessio  e della presidente del Collegio dei revisori dei conti, Sara Salin, sono stati approvati il bilancio consuntivo del 2017 e il bilancio preventivo per il 2018.


L'attività  svolta nel 2017 dal Consiglio di disciplina territoriale è stata illustrata dalla presidente Fiorenza Coppari, la quale ha denunciato una  "diffusa noncuranza e la mancata consapevolezza dei principi fondamentali in cui si riconoscono i giornalisti e su cui si fondano la legge istitutiva dell’Ordine e le regole che i giornalisti stessi hanno scritto. Questa tendenza trova riscontro evidente nelle violazioni segnalate e nell’alto numero di iscritti che non hanno ottemperato all’obbligo di formazione che saremo tenuti a sottoporre a procedimento disciplinare”.


Nel 2017 gli esposti sono stati 86, contro i 46 del 2016. I fascicoli esaminati sono stati complessivamente 140 (tenendo conto degli esposti pendenti dagli anni precedenti), contro i 114 del 2016. Quanto alle sanzioni, nel corso del 2017 sono stati deliberate 10 archiviazioni, 4 avvertimenti, 7 censure, 1 sospensione di 2 mesi per commistione fra informazione e pubblicità. Sono state notificate agli interessati altre 2 sospensioni, deliberate nel corso del 2016. Il maggior numero delle violazioni deontologiche segnalate dagli esposti ha riguardato il dovere di rispettare la verità e di verificare le notizie e la mancata rettifica. In aumento anche le violazioni relative al dovere di collaborazione e correttezza nei rapporti fra colleghi, conflitti di interesse e commistione fra informazione e pubblicità.


Nel corso dell'assemblea, alla quale hanno preso parte anche il vicepresidente dell'Ordine, Matteo Guarda, il segretario Leopoldo Pietragnoli e i consiglieri Giuliano Gargano, Giorgio Gasco, Costantino Meo e Antonella Scambia, è stato assegnato il Premio alla Carriera al giornalista padovano, Francesco Jori, già vicedirettore del Gazzettino e attuale editorialista dei quotidiani locali del gruppo Espresso. 


Sono stati quindi premiati i vincitori della ventesima edizione del premio Under 35, intitolato a Claudia Basso: 

- per la sezione “Carta stampata”, la professionista Luisa Santinello per il servizio “Attenti alle false verità” pubblicato sul mensile “Messaggero di Sant’Antonio” di giugno 2017, con la seguente motivazione: “Dedicato a un tema di stretta attualità, quale quello delle fake news, il servizio, costruito con le più recenti informazioni sul tema, si articola in due interviste – la prima a un esperto sociologo, la seconda a una voce originale e inedita, quella del priore del monastero di Bose – e si arricchisce di attenti consigli su libri e siti online, oltre che di alcune “regole auree”, al fine, come recita il sottotitolo “di affinare lo spirito critico e di ascoltare il nostro innato bisogno di autenticità”.
- per la sezione “Web” la pubblicista Alessia Bottone per il servizio “Pfas: cosa è successo negli ultimi cinque anni?” pubblicato sul sito “Verona News” con la seguente motivazione: “Partendo dai dati della documentazione della Commissione parlamentare di inchiesta, dal rapporto del Nucleo Operativo Ecologico, dai comunicati della Regione, e integrandoli con interviste ad ampio raggio ai maggiori protagonisti della vicenda, il servizio consente al lettore di fare il punto sul controverso ‘caso Pfas’, di drammatica attualità per le genti venete, con puntualità di informazione e chiarezza di scrittura”.

- per la sezione “Radio-Televisione”, il premio è andato alla professionista Maura Bertanzon per il servizio “Venezia ad occhi chiusi” andato in onda il 15 novembre 2017 nel programma “Buongiorno regione ”della Rai – Tgr Veneto, con la seguente motivazione: “Incentrato sulla persona e sulla attività di una non vedente che guida i visitatori a conoscere Venezia con il tatto, con l’udito, con l’odorato, il servizio, non privo di emozione, si presenta compatto, ben costruito, accattivante, impreziosito da belle immagini di una Venezia nascosta e non stravolta  dal turismo di massa”.

La borsa di studio intitolata a Massimiliano Goattin è stata assegnata al pubblicista berico Marco Billo per il progetto: "I forti della Grande Guerra tra Veneto e Trentino in moto". Il progetto, attraverso lo strumento del reportage video in occasione del centenario della conclusione della Grande Guerra, si distingue per il carattere innovativo: nella realizzazione delle immagini, nell’approccio storico e nella valorizzazione degli itinerari più suggestivi per raggiungere, in motocicletta, le fortificazioni italiane e austriache di maggior interesse.


E' stato assegnato al neo professionista vicentino Andrea Frison la quarta edizione del Premio “Pino Amadori”, messo a disposizione dai familiari del collega de Il Gazzettino scomparso nel 2011 e riservato al praticante giornalista che ha ottenuto la migliore votazione nelle due sessioni dell'esame di abilitazione professionale del 2017. Frison ha passato l'esame con il voto di 57/60.

Sono stati quindi consegnati i riconoscimenti ai colleghi con maggiore anzianità d'iscrizione:
- professionisti con 50 anni di iscrizione: Angelo Augello (Padova), Adriano Bonfante (Isola della Scala VR), Gianfranco Candiollo (Mestre VE), Alberto Carobba (Venezia), Antonio Chiades (Treviso),Renato dall’Ara (Mestre VE), Don Lorenzo dell’Andrea (Belluno), Valentino Fioravanti (Verona), Jori Francesco (Rubano PD), Leopoldo Pietragnoli (Venezia), Roberto Rizzo (RO), Claudio Rossoni (Venezia), Sostene Schena (Belluno), Giuseppe Settineri (Pescantina VR), Luciano Ravagnani (Desenzano del Garda BS), Luciano Ravazzin (Verona), Luigi Vinco (Verona).
- pubblicisti con 50 anni di iscrizione: Mario Messinis (Venezia) e Lucio Varagnolo (Venezia).
- pergamene per 60 anni di iscrizione all’Albo: Virgilio Boccardi (professionista – Venezia) e Pietro Luigi Bonetti (pubblicista – Torri del Benaco VR).

Sono stati infine consegnati i diplomi ai neoprofessionisti: Alessandro Betteghella, Luca Bartoli, Davide D’Attinio, Elisa Fais, Benedetta Leardini, Giuliano Giuseppe Gargano, Gabriele Pipia, Gian Nicola Pittalis, Silvia Quaranta, Federica Sterza, Virginia Vinco e Giovanni Vitacchio.

 

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