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DIRITTO D'AUTORE E DIRITTO ALL'IMMAGINE

Martedì 26 Giugno 2018

Un servizio di primo orientamento gratuito sui problemi giuridici riguardanti il diritto d’autore e il diritto all’immagine. L’Ordine dei giornalisti del Veneto lo mette a disposizione dei propri iscritti grazie alla collaborazione dell’avvocato Massimo Stefanutti. In questa sezione del sito saranno ospitati interventi sul tema da parte del legale veneziano, il quale sarà anche a disposizione dei colleghi per rispondere ai loro quesiti, che potranno essere  inviati all’indirizzo mail dell’Ordine:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , specificando nell'oggetto che si tratta di quesito in materia di diritto d'autore o all'immagine.
Le risposte saranno trasmesse dalla segreteria dell’Ordine direttamente ai richiedenti. I casi di interesse generale saranno sviluppati anche sul sito
.

 

Foto rubate/foto pagate

Il “furto” di una fotografia è oramai pratica comune, sia esso commesso con dolo o per colpa. Tutti coloro che hanno un sito, un account su un social o che altro dovrebbero prendere le minime misure a tutela delle immagini inserite. Non solo gli avvertimenti nella policy e l’evidenza della “credit line” ma soprattutto l’inserimento dei metadati nascosti (ma visibili ai terzi) e un’evidente marcatura della foto a mezzo di “watermark” digitali.

Basta inserire (lo si può fare facilmente con un qualunque programma di gestione delle fotografie) il proprio nome (o marchio) e il famoso simbolo  nella foto: il risultato sarà immediato e sicuro.

Anche perché eliminare una credit line o un marchio digitale o un meta dato (inseriti ai sensi dell’art. 102-quater e quinques L. 633/1941) da una fotografia, a fini di lucro, è un reato penale punito dall’art. 171-ter, lett. G, con la reclusione da sei mesi a tre anni e fino a 15493 € di multa.

E non credo che qualche soggetto (soprattutto giornalista, editore o che altro) voglia rischiare una condanna penale oltre che una severa sanzione disciplinare dal proprio Ordine professionale, solo per una foto che avrebbe potuto ottenere con qualche centinaio di euro.

Se poi volete vendere la vostra foto, potrete (ma non è necessario) togliere il marchio digitale in sovraimpressione.

Nel momento in cui la foto fosse carpita da terzi, il fotografo avrà l’accortezza di inviare cospicua fattura al colpevole, addirittura esente Iva in quanto risarcimento danni ex art. 15 DPR 633/1972,

Manca il dovuto pagamento? Il bravo avvocato sarà cosa fare e il risultato sarà assicurato.

Avv. Massimo Stefanutti

Diritto della fotografia e della proprietà intellettuale

 

La pubblicazione delle foto segnaletiche (e quelle dei terroristi, o presunti tali)

Più volte il Garante per la Privacy è intervenuto per affermare l’illiceità della pubblicazione di foto segnaletiche riguardanti persone, anche nominativamente indicate, sottoposte a misure restrittive della libertà personale, in relazione ad una indagine in corso a Roma, immagini poste con evidenza a disposizione di organi di stampa da operatori di polizia.

La ragione di tale posizione è il richiamo alla normativa vigente ed esattamente:

-  L´art. 8 del codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell´esercizio dell´attività giornalistica (provvedimento del Garante 29 luglio 1998, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 1998), il quale, al comma 2, dispone che "Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell´interessato";

- la L. 22 aprile 1941, n. 633, la quale, all´art. 97, dispone che: "Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell´immagine è giustificata (…) da necessità di giustizia o di polizia (…) o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l´esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all´onore, alla reputazione od anche al decoro nella persona ritrattata";

Inoltre, vi è anche una circolare del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell´interno, (circolare N. 123/A/183.B.320 del 26 febbraio 1999), che richiamava anche l´attenzione sulla necessità che, anche nell´ipotesi di evidente ed indiscutibile "necessità di giustizia o di polizia" alla diffusione di immagini, "il diritto alla riservatezza ed alla tutela della dignità personale va sempre tenuto nella massima considerazione";

Allo stato, l’esigenza di preservare la riservatezza e la dignità personale dell’individuo è preminente alla conoscenza da parte del pubblico, delle sembianze delle persone ritratte.

Però, vi sono dei distinguo importanti: in questi tempi di terrorismo internazionale, spesso e volentieri vediamo foto (spesso con la caratteristiche della foto segnaletica ma anche semplici foto da documenti personali o frame di filmati) nelle quali sono riprese e poi pubblicate le sembianze di “terroristi” o presunti tali.

In queste situazioni, quale equilibrio tra la dignità del singolo (rectius: la verità dell’attribuzione del fatto) e il diritto di cronaca, mediato dalle esigenze di giustizia e polizia?

Ben diversa è la situazione negli Stati Uniti nel quale le foto segnaletiche sono liberamente distribuite dalla polizia o dalla magistratura (sono chiamate Mugshots) e spesso sono inserite in siti a pagamento: recentemente molte leggi di singoli stati americani hanno cominciato a vietare questi siti e ad imporre la cancellazione delle foto.

Altra eccezione, sono le foto dei personaggi famosi, incappati nelle maglie della Giustizia americana (per tutte https://www.dailybest.it/society/50-foto-segnaletiche-di-vip-arrestati/) e qui  c’è anche Bill Gates!!

 

 

 

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