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Informazione: “ Il Governo affronti i veri problemi”

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VENEZIA, 8 AGOSTO 2018 - “Invece di affrontare i veri problemi dell’informazione, il governo riesce solo a minacciare l’abolizione dell'Ordine dei giornalisti. Invece di impegnarsi per difendere il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, la maggioranza decide di sferrare un attacco all’autonomia e indipendenza dei giornalisti; iniziative che fanno ben capire quale sia il modello di informazione a cui mira chi è alla guida dello Stato: giornalisti sempre più deboli, e sotto ricatto, per impedire che escano le notizie scomode al potere”.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori, commenta così le dichiarazioni del sottosegretario all’Editoria, Vito Crimi, associandosi alle preoccupazioni espresse dal presidente del Cnog, Carlo Verna e dai vertici della Fnsi, il presidente Giuseppe Giulietti e il segretario, Raffaele Lorusso.

“Le questioni riguardanti il mondo dell'informazione che meriterebbero attenzione e interventi sono altre, ben note a tutti - prosegue Amadori - Innanzitutto garantire vera autonomia e indipendenza ai giornalisti, sottraendoli al ricatto degli editori che pretendono di retribuire 2 euro lordi il loro lavoro; imporre trasparenza ai proprietari delle aziende editoriali, obbligandoli a dichiarare gli interessi economico/finanziari e ad evitare conflitti di interessi occulti; sostenere l'attività di inchiesta e di approfondimento, per opporsi al dilagante "alleggerimento" di contenuti; approvare norme a tutela dei giornalisti contro le querele temerarie, per punire chi cerca di limitare la libertà di stampa con azioni intimidatorie; approvare norme che consentano di perseguire il sistematico "furto" di notizie di cui sono vittima tutte le aziende editoriali che si vedono derubare del proprio materiale giornalistico da parte soggetti spregiudicati che, con il metodo del copia e incolla, lo utilizzano indebitamente per attirare traffico nei propri siti o portali. Affrontare e risolvere queste problematiche significa avere una migliore informazione, ma evidentemente non è ciò che interessa al potere”.


VERNA: “I GIORNALISTI NON SI FANNO CONDIZIONARE”

“Tutto vero quel che dice il senatore Crimi: ha avuto la cortesia di convocarci e ci siamo parlati della nostra idea di profonda riforma dell’accesso all’Ordine dei giornalisti e della sua posizione abolizionista. Noi non intenderemmo alimentare polemiche, ma semplicemente andare avanti nel nostro cantiere, senza pressioni e condizionamenti di alcun tipo”. Lo ha affermato il presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Carlo Verna, replicando a quando detto del sottosegretario all’editoria,  Vito Crimi, questa mattina, nel corso di un’audizione in Commissione Cultura. (Link) https://www.primaonline.it/2018/08/07/276019/crimi-a-settembre-tavoli-di-confronto-su-giornalismo-diritto-dautore-e-filiera-delleditoria/

“Dobbiamo far osservare però che l’elezione dell’attuale gruppo dirigente dell’Ordine su un programma riformista e senza bisogno di “contratti” per governare la gestione dell’ente, precede di qualche mese le elezioni politiche; che chi invece un “contratto” ha dovuto stipularlo non vi ha previsto l’abolizione del soggetto chiamato a vigilare sulla correttezza deontologica e sul rispetto della verità a tutela dei cittadini; che è poco gradevole pensare che una proposta sulla quale la categoria sta lavorando e discutendo veda un governo fare a giorni alterni aleggiare la matita rossa e blu.”

“Soprattutto se è lo stesso governo attenzionato in queste ore dagli organismi internazionali che si occupano di libertà di stampa sulla questione fondamentale dell’autonomia del servizio pubblico, in cui una pessima legge rischia di essere finanche superata nell’applicazione in perversa attribuzione all’esecutivo di qualunque scelta, persino in presenza di una previsione di una maggioranza qualificata di garanzia”.

“Nessuno pensi che minacce abolizioniste dell’Ordine possano tacitare i giornalisti”, ha concluso Verna.

Anche i vertici della Fnsi, Beppe Giulietti e Raffaele Lorusso si sono espressi sulle parole del sottosegretario Vito Crimi, schierandosi al fianco di Carlo Verna. “Condividiamo e facciamo nostra la giusta presa di posizione di Carlo Verna, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, in risposta alle non velate minacce di scioglimento dell’ente arrivate dal sottosegretario Vito Crimi”, hanno scritto in una nota.
“Da chi ha la delega in materia di editoria ci saremmo attesi l’annuncio di una prossima riforma dell’editoria, un sostegno a chi contrasta il lavoro precario, un rinnovato impegno a sostenere chi, come Carlo Verna e le colleghe e i colleghi dell’ordine nazionale e degli ordini regionali, sono impegnati in un fatico processo di autoriforma, di tutela dell’articolo 21 della Costituzione e della libertà di informazione, di contrasto al linguaggio dell’odio e alle centrali della disinformazione organizzata e finalizzata alla distruzione della funzione di mediazione tipica del giornalista”.

“A meno che non sia proprio questa attività e questo impegno a disturbare chi non ama , in Italia e non solo, l’esistenza di una stampa non subalterna ai “Signori della rete”.


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