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Sanzioni disciplinari 2018: in esecuzione tre sospensioni dalla professione

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VENEZIA, 26 NOVEMBRE 2018 – Nel corso dei primi dieci mesi del 2018 il Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei giornalisti del Veneto si è occupato di un centinaio di fascicoli disciplinari e ha inflitto 14 sanzioni, tre delle quali hanno previsto la sospensione dalla professione dei colleghi incolpati

 

Proseguendo nella prassi adottata dal Consiglio, viene indicato il nominativo dei colleghi sanzionati unicamente nei casi che riguardano la sospensione dall’attività professionale o la radiazione dall’Albo.

Ai sensi di quanto previsto dall’art. 3 del DPR 137/2012 nell’Albo vengono annotate, dopo essere diventate definitive, le sanzioni disciplinari inflitte a ciascun iscritto.

 



SOSPENSIONE DALLA PROFESSIONE

 


La sospensione dalla professione per la durata di due mesi, è stata comminata al giornalista professionista Mario Zwirner, condirettore di Telenuovo, per aver realizzato un servizio televisivo ritenuto di contenuto palesemente promozionale, nel quale non risultava evidenziata la natura pubblicitaria. Il giornalista ha proposto ricorso avanti al Consiglio Nazionale, il quale ha confermato la sanzione per la quale è stata disposta l'esecuzione dal 1 novembre al 31 dicembre del 2018.

La sospensione dalla professione, per la durata di due mesi, è stata comminata al giornalista pubblicista Nello Duprè, per aver riportato in un articolo relativo alla vicenda di un suicidio, notizie e dati personali relativi alla vittima e ai suoi prossimi congiunti assolutamente infondati e non veri. Si trattava del suicidio di una persona non certamente “nota”, avvenuto nella propria abitazione; evento non qualificabile di particolare interesse pubblico.Il giornalista non ha proposto impugnazione e la delibera è divenuta esecutiva, ed è stata disposta l'esecuzione dal 1 ottobre al 30 novembre del 2018.

Nell’ambito della medesima vicenda sono stati sanzionati anche altri tre colleghi: due censure ed un avvertimento.


La sanzione della sospensione dalla professione, per la durata di  sette mesi, è stata notificata al giornalista pubblicista Ermanno Chasen, direttore di Triveneta, per aver disposto, o comunque consentito, in contrasto con i propri doveri di direttore responsabile della testata, che un’altra persona - in particolare il pubblicista Giorgio Borile – gestisse la redazione giornalistica dell'emittente televisiva sostituendosi di fatto a lui nel ruolo di direttore e instaurasse una gestione dei colleghi della redazione all'insegna di minacce e gravi comportamenti (condotta per la quale il Borile è stato sanzionato a sei mesi di sospensione, poi ridotti a due dal Consiglio nazionale di disciplina).
Il direttore Chasen potrà presentare ricorso avverso la sanzione avanti al Consiglio nazionale di disciplina; di conseguenza alla delibera non verrà data immediata esecuzione.

 



AVVERTIMENTI

 

Nel corso del 2018, fino ad oggi, il Consiglio di disciplina territoriale ha inflitto anche una serie di avvertimenti scritti, comminati in relazione a violazioni disciplinari ritenute di lieve entità o comunque a casi nei quali, valutata la situazione, si è ritenuta affievolita la responsabilità del giornalista.

In due casi l'avvertimento è stato inflitto in quanto è stato accertato che i giornalisti avevano copiato articoli già pubblicati su altre testate. Tale condotta, purtroppo sempre più diffusa, viola non solo i precetti in tema di diritto di autore ma anche i principi di lealtà e buona fede nonché di tutela della dignità del lavoro giornalistico e di promozione della solidarietà fra colleghi stabiliti dalla Legge professionale e dal Testo unico dei doveri del giornalista.


La sanzione dell'avvertimento è stata comminata ad un conduttore televisivo il quale, durante una trasmissione di approfondimento con ospiti in studio, in un crescendo di toni polemici, ha rivolto un epiteto ingiurioso nei confronti di un organo della Pubblica amministrazione, travalicando i limiti del diritto di critica e venendo meno anche al decoro richiesto ai giornalisti.


Sanzionato con un avvertimento anche un direttore di testata giornalistica per aver rilasciato all’Ordine - nell’ambito di una richiesta di iscrizione da parte di un aspirante pubblicista - dichiarazioni non veritiere in merito alla avvenuta retribuzione del c

ollaboratore stesso. Sul punto si rammenta l’importanza della precisione e corrispondenza al vero delle dichiarazioni che i direttori devono rendere all’Ordine – ente di diritto pubblico – in particolare in merito agli articoli/servizi redatti dal richiedente, ai tempi di collaborazione e alla documentazione dei pagamenti, che viene sempre verificata.


Un avvertimento è stato inflitto ad un giornalista professionista per violazione all’autonomia e all’indipendenza della professione giornalistica: il collega ha operato in posizione di conflitto d’interessi occupandosi, nell'attività professionale di giornalista, e direttore di testata, di argomenti inerenti  l'azienda di cui era dipendente, tradendo in tal modo l’obbligo deontologico di essere e di apparire corretto nel lavoro diretto a informare.


Un avvertimento è stato inflitto ad un giornalista pubblicista per avere riportato in un articolo notizie incomplete, non corrispondenti al vero e denigratorie nei confronti di un’amministrazione pubblica, in violazione dell'obbligo di lealtà e buona fede e di verifica delle fonti.


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