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In pochi mesi la riforma del mondo dell'informazione

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E' un'operazione sicuramente ambiziosa quella che si propone il Governo: riformare tutto il settore dei media, dal lettore agli "over the top", in cinque mesi, con quattro incontri pubblici, una serie di contati  con gli addetti ai lavori e un modulo disponibile sul sito del dipartimento per l'informazione e l'editoria attraverso il quale potranno essere inoltrare le proposte di riforma.

Il percorso è stato annunciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Comunicazione, Vito Crimi, il quale ha diffuso alcune slides che illustrano le varie fasi dell'operazione. A settembre tutto il dibattito confluirà in un disegno di legge: un tempo ridottissimo, che lascia non poche perplessità rispetto alla complessità e delicatezza della materia, che impatta su uno dei più importanti diritti costituzionalmente riconosciuti: la libertà di espressione e con essa il diritto del cittadino ad essere correttamente e compiutamente informato.

Agli Stati generali dell'informazione svoltisi lunedì 25 marzo ha partecipato anche il presidente nazionale dell'Ordine, Carlo Verna, il quale ha innanzitutto auspicato "una soluzione utile, condivisa e pacifica" per l'Inpgi, confidando "in un urgente ripensamento", dopo la bocciatura dell'emendamento che dovrebbe far entrare i comunicatori nell'Istituto di previdenza per garantire la sua tenuta economica, "perché il tempo scorre inesorabile e una risposta in un contesto di crisi epocale appare urgente". Verna ha sollecitato una moratoria ai tagli alla piccola editoria, "perché non ci sia pregiudizio prima di una decisione complessiva".

Con un documento votato all’unanimità la Giunta esecutiva della Fnsi «conferma la volontà di partecipare con propri contributi, idee e proposte al tavolo della riforma dell’editoria convocato dal governo» e «denuncia gli errori di metodo e di merito già commessi nella gestione degli inviti e nella declinazione delle materie da trattare».

L’eventuale riforma del settore, rileva l’esecutivo del sindacato, «non può essere preceduta da tagli che riducano ulteriormente la pluralità delle voci eliminando differenze e diversità capaci di rappresentare quei diritti delle minoranze espressamente tutelati dalla prima parte della Costituzione, dall’articolo 21. Diritti più volte richiamati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che più volte ha ribadito: “L’emarginazione, l’attenuazione delle rappresentanze sociali e del ruolo dei corpi intermedi rende più fragile la società e più vulnerabili i cittadini”. I continui assalti alla funzione critica del giornalismo, al pensiero critico, alla contrattazione e ai corpi intermedi rappresentano una provocazione perdurante e inaccettabile. Per essere reale e credibile questo confronto deve partire dalla moratoria sul taglio del fondo dell’editoria e dall’immediata messa in sicurezza delle pensioni, del welfare dei giornalisti e dell’Istituto di previdenza di categoria».


Per questo motivo la Fnsi «avvierà un percorso di ascolto e di consultazione per definire proposte concrete da presentare entro metà maggio al tavolo del governo, coinvolgendo anche tutte le associazioni che sono state inspiegabilmente escluse dal confronto avviato dal sottosegretario Crimi», si legge ancora. La Giunta esprime infine soddisfazione «per l’approvazione della direttiva europea sul copyright, il cui recepimento sarà imprescindibile per difendere il lavoro dei giornalisti e le loro retribuzioni».

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