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GIORNALISMO SOTTO ATTACCO, ORDINE A DIFESA DELL'INFORMAZIONE E DELL'INPGI

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E' un attacco senza precedenti quello in atto da mesi contro la libertà e l’autonomia dei giornalisti italiani: campagne di delegittimazione del ruolo e del lavoro svolto dai professionisti dell'informazione; tagli ai contributi all'editoria, proprio nel momento in cui, a fronte di trasformazioni epocali, servirebbe un intervento pubblico per sostenere il pluralismo delle voci; minaccia di abolizione dell'Ordine ribadita nel corso degli Stati generali dell'informazione che si dovrebbero chiudere in autunno; attività di continuo, inspiegabile screditamento dell'informazione professionale, a favore di una non meglio precisata comunicazione diretta, senza intermediazione (e dunque senza domande) che invece di informare i cittadini si  tramuta in propaganda e campagne d'odio; intimidazioni continue da parte di ambienti dell'estrema destra e organizzazioni criminali.
L'ultimo attacco, in ordine di tempo, riguarda l'Inpgi, l'Istituto di previdenza della categoria, uno dei capisaldi dell'autonomia e indipendenza dei giornalisti italiani, la cui sopravvivenza è messa in crisi dai tanti pensionamenti anticipati (e chiusure di testate) e dalle nuove assunzioni sempre più rare. L'emendamento relativo alla proposta di riforma del'Istituto, nel quale dovrebbero confluire anche i comunicatori, garantendo nuove entrate e sostenibilità economica per i prossimi anni, è stato modificato all'ultimo minuto, creando nuove incertezze e confusione.

Infatti, se da una parte si dice che l’Inpgi ha 12 mesi di tempo per approntare interventi che siano efficaci per la stabilità di medio-lungo periodo, dall’altra si sospende il possibile ricorso al commissariamento solo fino al 31 ottobre 2019. Come se fosse possibile per il Cda dell’Istituto, che non si è mai sottratto alle proprie responsabilità e continuerà a farlo, fare un lavoro serio in poco più di tre mesi. E ancora, da una parte si riconosce la validità della strada di ampliamento della platea degli iscritti, ma dall’altra si stanziano le risorse per attuarla solo a partire dal 2023.

"Non vorremmo che dietro queste evidenti contraddizioni ci fosse un unico obiettivo: colpire i giornalisti e l’intero settore editoriale attraverso la figura di un commissario che tagli tutele e welfare di un’intera categoria e finisca per deprimere ancora di più il sistema dell’editoria al quale l’Inpgi ha garantito finora un sostegno decisivo", si legge in una nota diramata dall'Istituto di previdenza. 

L'Ordine dei giornalisti del Veneto esprime forte preoccupazione per la situazione sempre più difficile nella quale i giornalisti sono costretti a lavorare e invita tutti i colleghi e restari uniti, schierandosi a fianco degli organismi di categoria e rispondendo agli attacchi e alle campagne di delegittimazione continuando a svolgere la propria attività con rigore, lealtà e buona fede, dando voce a tutti, nel rispetto della dignità delle persone. 

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