Giustizia trasparente e comprensibile: il Csm detta le regole a procure e tribunali per comunicare inchieste e sentenze

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VENEZIA, 22 luglio 2018 - Il Consiglio superiore della magistratura ha approvato le Linee guida a cui dovranno attenersi gli uffici giudiziari per comunicare la loro attività, in applicazione dei principi di "trasparenza e comprensibilità dell'azione giudiziaria".

Il documento approvato nella seduta dell'11 luglio dal Csm costituisce una novità di grande rilievo per gli uffici giudiziari in quanto, si inserisce nel quadro di precise indicazioni sovrannazionali, finalizzate "a garantire che i media abbiano un corretto accesso alle notizie sull'azione del pubblico ministero e sull'esercizio della giurisdizione".

Il Csm ovviamente non entra nel merito dell'attività dei giornalisti, non di sua competenza. Si occupa dell'organizzazione degli uffici giudiziari con l'obiettivo di uniformare le procedure di comunicazione su tutto il territorio nazionale. Innanzitutto fissando il quadro generale di principi, diritti e doveri, in base al quale la "comunicazione degli uffici giudiziari deve essere obiettiva" e devono essere evitate discriminazioni tra giornalisti o testate, i canali informativi privilegiati, la personalizzazione delle informazioni.

Le Linee guida stabiliscono che, fatte salve le informazioni coperte da segreto, "oggetto della comunicazione devono essere informazioni di effettivo interesse pubblico: da un lato i casi e le controversie di obiettivo rilievo sociale, politico, economico, tecnico scientifico; dall'altro i provvedimenti organizzativi rilevanti per gli avvocati, il personale, i giornalisti, i giuristi, i cittadini".

Secondo il Csm, ogni ufficio giudiziario dovrà individuare i responsabili della comunicazione per garantire una corretta informazione, utilizzando tecniche di comunicazione efficaci, e formando a tal fine i magistrati.

In allegato la delibera del Csm.