VIDEORIPRESE VIETATE IN CONSIGLIO COMUNALE. L’ORDINE: LIBERTÀ DI STAMPA VIOLATA

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Inspiegabile limitazione del diritto di cronaca da parte di un'amministrazione comunale. Il sindaco del Comune di Costermano sul Garda, in provincia di Verona, ha negato ad un giornalista in servizio la possibilità di effettuare riprese video durante una seduta del Consiglio comunale.

Il sindaco ha opposto l’art. 61 del Regolamento del Consiglio Comunale, secondo il quale “è facoltà del presidente del consiglio disporre o autorizzare la ripresa dei lavori con qualsiasi mezzo” e aggiungendo che “constatata la mancata specifica regolamentazione di quanto richiesto, spiace comunicare che siamo costretti a non consentire la ripresa della seduta di Consiglio Comunale del 28/11/2018”.

Il sindaco però omette di citare l’art. 19 del medesimo regolamento, secondo il quale “Le sedute del consiglio sono pubbliche salvo i casi in cui, con deliberazione motivata, sia altrimenti stabilito o non sia diversamente disposto dalla legge”.

Inoltre, la sentenza n. 826/2010 del Tar Veneto stabilisce che è «immediatamente concedibile da parte del Sindaco - Presidente del Consiglio Comunale, nei confronti di emittenti televisive nazionali e locali e nell’esercizio dei propri poteri di cui all’art. 39, comma 1, del T.U. approvato con D.L.vo 267 del 2000, l’autorizzazione a videoriprendere, in via non sistematica, gratuitamente e senza diritti di esclusiva, talune brevi fasi delle sedute del Consiglio Comunale nell’adempimento dei propri compiti di informazione giornalistica».

La stessa sentenza dispone che “la diffusione delle immagini delle sedute comunali da parte della televisione locali deve ritenersi in generale consentita, anche senza il consenso degli interessati, sulla base di quanto disposto dall’art. 25 della legge n.675 (l’allora normativa sulla privacy) e dal Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica”.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Veneto non può che ribadire, per l’ennesima volta, la prevalenza del diritto di cronaca - e quindi anche di riprese fotografiche e/o audiovisive - in occasione di una seduta di Consiglio comunale, aperto al pubblico e di indubbio interesse pubblico. Nel rivolgere a tutti i sindaci e i presidenti dei Consigli comunali l’invito a non frapporre ostacoli al libero esercizio della attività giornalistica durante le sedute consiliari, l’Ordine è pronto ad affiancare i colleghi nell’eventuale contenzioso che dovesse scaturire da ingiustificati dinieghi.