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“Riaprire le redazioni per un vero rilancio dell’informazione”

Sabato 04 Luglio 2020

Anche durante l'emergenza coronavirus i giornalisti veneti hanno garantito l'informazione ai cittadini, e lo hanno fatto con precisione, rigore, con la consueta passione e non pochi sacrifici personali. Ora chiedono agli editori di investire sulla qualità, abbandonando la strada intrapresa negli ultimi anni, finalizzata ad inseguire un unico obiettivo: ottenere risparmi ad ogni costo, anche deprimendo il prodotto editoriale

La decisione delle testate di proseguire ad oltranza con le esperienze di smart working selvaggio, senza contrattazione o accordo, scaricando sui giornalisti tutti gli oneri (e parte delle spese) per la realizzazione della produzione del giornale, sembra andare purtroppo nella direzione opposta. Tutto il mondo riparte tranne le redazioni giornalistiche e ciò induce a pensare che gli editori intendono proseguire la sperimentazione di giornali senza redazioni, con giornalisti ridotti sempre più nel ruolo di meri impiegati.


È necessario invertire la pericolosa tendenza: opponendosi al progressivo alleggerimento dei contenuti, rifiutando i modelli sempre più bassi e volgari proposti dalla Rete, respingendo il copia e incolla dei comunicati stampa e lo sterile rilancio dei post che sui social alimentano polemiche; riprendendo a fare domande scomode al potente di turno. Il giornalismo, l'informazione professionale, deve trovare il suo spazio puntando verso l'alto, svolgendo fino in fondo il ruolo di ricerca, approfondimento, analisi; questa è l'unica possibilità di sopravvivere alle epocali trasformazioni in atto.

Se i quotidiani sono riusciti a fornire ai cittadini una buona informazione anche durante l'emergenza è il risultato del sacrificio e del senso di responsabilità dei giornalisti che si sono rimboccati le maniche utilizzando i computer personali, le linee internet di casa, senza alcun rimborso o contributo da parte delle aziende che, invece di ringraziare, hanno tagliato buoni pasto, eliminato straordinari, minacciato sanzioni disciplinari per quei colleghi che avessero osato continuare a fare il proprio lavoro, ovvero uscire di casa alla ricerca di notizie.

E' il momento per i giornalisti di far sentire la propria voce, lanciando l'allarme in tutte le sedi, da quella sindacale a quella politica, per fare in modo che i giornali possano tornare al centro dell'informazione, anche e soprattutto quella locale. Partendo dalle redazioni e da prodotti editoriali di qualità.

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