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++Compensi poco chiari per diventare giornalisti: gli atti saranno trasmessi alla Guardia di Finanza++

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Venezia, 24 Luglio 2013 – Saranno segnalati alla Guardia di Finanza i casi di incongruenza nella documentazione fiscale attestante l’avvenuta retribuzione dell’attività presentata al fine di ottenere l’iscrizione all’Elenco pubblicisti.

Lo ha deciso il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti con l’obiettivo di avere conferma dell’avvenuta retribuzione dell’attività, requisito posto come essenziale dalla legge n. 69 del 1963 per ottenere l’iscrizione all’Albo dei giornalisti.

La documentazione presentata all’Ordine talvolta è contraddittoria e gli strumenti a disposizione del Consiglio regionale non consentono di effettuare le necessarie verifiche.
Per questo motivo gli atti saranno trasmessi alla Guardia di Finanza in tutti i casi nei quali vi siano dubbi da sciogliere o approfondimenti da svolgere in relazione alla documentazione fiscale.

La decisione è stata assunta anche sulla base di segnalazioni pervenute da altre Regioni in relazione all’esistenza di pseudo corsi di giornalismo che richiedono agli aspiranti pubblicisti il pagamento di una consistente somma di denaro offrendo in cambio la possibilità di pubblicare articoli per un biennio.
Da tali segnalazioni risulta che parte della somma versata dagli aspiranti pubblicisti al momento dell’iscrizione viene successivamente utilizzata dagli organizzatori per pagare la ritenuta d’acconto all’erario, così da poter fornire l’attestazione del pagamento dell’attività in realtà mai avvenuto.

Il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti del Veneto raccomanda ai direttori responsabili la massima attenzione nelle dichiarazioni rilasciate agli aspiranti pubblicisti per attestare l’attività retribuita nel biennio al fine di ottenere l’iscrizione all’Albo, rammentando che eventuali attestazioni non veritiere saranno segnalate alla Procura della Repubblica e al Consiglio di disciplina per quanto riguarda il profilo deontologico.

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